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26 gennaio 2018

Salame di biscotti (senza burro e uova)




Un dolce veloce da realizzare ma allo stesso tempo leggero e gustoso. Salame di biscotti senza burro e uova. Preparato per le feste natalizie...buonissimo. Provatelo ,davvero ne vale la pena. Ricetta di Miodrag -blog Suromania


Ingredienti:
800 g.di biscotti petit beurre
450 ml. panna liquida
600 g. di cioccolato fondente ...io 300 g. cioccolato al latte e 300 g. fondente
rum o essenza
noci, nocciole, pistacchi (facoltativo)
per la versione con il cocco :
150 g. di cocco e solo 700 g. di biscotti

Preparazione:
Sbriciolate i biscotti con le mani in pezzetti abbastanza piccoli.Riscaldate lentamente (a fuoco basso) in un pentolino la panna e il cioccolato a pezzettini ,mescolando ogni tanto. Quando il cioccolato si è fuso bene ,togliete dal fuoco. Subito aggiungete il cioccolato fuso sopra i biscotti spezzettati e mescolate bene. Versate il composto sulla carta da forno e date forma di un cilindro. Mettete in frigo per almeno 2 ore prima di servire. Passare il salame di biscotti nel cocco grattugiato o zucchero a velo ..come ho fatto io o anche biscotti ridotti in polvere. Tagliate a fette e servite. Conservare in frigorifero.

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17 gennaio 2018

Frittelle di Sant' Antonio

ll giorno 17 di Gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate (non famoso Sant'Antonio da Padova). Detto anche Sant’ Antonio del Fuoco, protettore degli animali domestici e solitamente raffigurato vicino ad un maiale con al collo una campanella. Ho letto che in Lombardia...non lo so se dappertutto... in questo giorno è tradizione contadina accendere il “falò di Sant’Antonio”.
L’usanza, è tutt’ora presente in alcune zone, nei giorni precedenti si accatasta in uno spiazzo nel cortile tutto ciò che è di legno e poi bruciare. Il fuoco propiziatorio viene acceso la sera e continua ad ardere sino all’esaurimento.





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Sant’Antonio compare anche in un detto popolare che fa riferimento al tempo : "S. Antonio barba bianca se non nevica poco ci manca."
C’è però un detto anche adatto ai golosi: "S. Antonio di gennaio, S.Antonio frittellaio"... visto che in questo giorno si fanno i PANADÌ DE SANT’ANTONE (panini di S. Antonio) conosciuti anche come castagnole, i primi dolcetti che annunciano il prossimo Carnevale. La tradizione prevede di consumare con le frittelle del buon vin brulé. (info e foto da web)









Frittelle di Sant'Antonio
(Ricetta presa da qui.)



Ingredienti:
400 g. di farina 00
100 g di zucchero 
2 uova
100 ml di olio di semi di girasole
200 ml di latte intero o parzialmente scremato 
1 bustina di lievito per dolci
buccia di un limone grattugiata (aggiunto da me)
aroma vaniglia o rum (aggiunto da me)
olio per friggere
zucchero a velo vanigliato


Preparazione:
Frullate bene le uova con lo zucchero. Aggiungete un po’alla volta, l’olio e il latte.  E poi per ultimo farina e il lievito. Impasto deve essere liscio e abbastanza denso, non deve scendere dal cucchiaio. Se vi sembra troppo denso ,aggiungete un po' di latte . Se vi sembra troppo liquido, l'impasto aggiungette più farina .Scaldate bene l’olio . Quando è pronto, prendete un bel po d'impasto con un cucchiaino e versare il composto nel olio ben caldo con una'altro cucchiaino.  Si lasciano friggere le frittelle, 6-8 alla volta. Quando sono dorate da tutti i lati, si scolano e si appoggiano su carta assorbente da cucina.. Si cospargono di zucchero a velo.
Risultano circa 30-40 pezzi (nella foto sono solo una parte delle frittelle).





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Gogosi de Sf. Anton

Ingrediente:
400 g. de făină
100 g de zahăr tos
2 ouă
100 ml. ulei de floarea-soarelui
200 ml. lapte gras sau parțial degresat
1 plic de praf de copt
coaja de lamaie rasă
esenta vanilie / rom
ulei pentru prăjit
zahăr pudra pentru ornat

Mod de preparare: 
Se amestecă bine cu mixerul ouăle cu zahărul. Adăugați puțin cate putin uleiul și laptele. In final se adauga făina , praful de copt, coaja rasa de lamaie si esenta. Aluatul trebui să fie omogen și destul de gros, sa nu curga din lingura. Dacă vi se pare prea gros, adăugați puțin lapte. Dacă vi se pare aluatul prea lichid, adaugati faina. Asta pentru ca faina folosita poate asorbi in mod divers ca cea folosita de mine. Intr-o cratita destul mare ,se pune uleiul pentru prajit, sa fie suficient ,trebuiesc prajite in baie de ulei. Cand uleiul este bine incalzit, focul se lasa potrivit pe toata perioada cat prajim gogosile. Se ia din aluat cu linguriță (sa fie bine umpluta) și se toarna în uleiul fierbinte, eventual va ajutati cu o altă linguriță sau cu degetul. Se prăjeșc gogosile doar 6-8 impreuna...se vor umfla putin si sa aiba loc sa se prajeasca. Se intorc pe ambele parti iar cand devin rumene sunt gata. Se pun pe hârtie absorbantă de bucătărie, sa se scurga de ulei. Oricum ele nu absorb ulei. Se lasa putin sa se raceasca ,se dau prin zahar pudra. Ies circa 30-40 de bucăți din ingredientele de sus (în imagine sunt doar o parte din gogosi)

13 dicembre 2017

Polpette di lenticchie / Chiftele de linte



Ingredienti:

* 250 gr. di lenticchie lessate o già cotte in conserva
* 2 uova
* 4 cucchiai di pangrattato
* 1 cucchiaino di aglio in polvere
* una manciata di prezzemolo fresco
* sale, pepe
* olio per friggere
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Scolate le lenticchie dal liquido di conservazione (se usate quelle in conserva) e mettetele in una ciotola ,schiacciatele con una forchetta. Mescolatele con le uova , il panne grattugiato , aglio in polvere , prezzemolo tritato , sale e pepe. Formate delle polpette , passatele nel pane grattugiato e friggetele nell' olio ben caldo. Scolatele sulla carta di cucina e servite calde. Sono buone anche fredde.
Sono ottime come contorno ma anche come antipasto.




5 dicembre 2017

San Nicola / Sfantul Nicolae


foto e informazioni prese da web 


San Nicola è venerato il 6 Dicembre come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell'Impero bizantino, che si trova nell'attuale Turchia.
San Nicola è uno dei santi più venerati ed amati al mondo.Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, è patrono dei bambini e in generale di chiunque si trovi in circostanze sfavorevoli. Egli è anche il protettore delle fanciulle che si avviano al matrimonio e dei marinai, mentre l’ancor più celebre suo patrocinio sui bambini è noto soprattutto in Occidente. È noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus.

A Bari il culto è molto sentito e dal 7 al 9 maggio nella città si festeggia il santo con una prolungata festa che ripercorre l’evento della traslazione delle sue ossa nella città, portando in corteo sul lungomare di Bari (il 7 maggio) il quadro con la sua immagine su una caravella.

Paese che vai usanza che trovi

San Nicola ha un grande libro in cui annota il comportamento dei bambini. In Olanda San Nicola porta i regali la notte del 5 Dicembre, in Germania e Romania i bambini ricevono i doni la mattina del 6 Dicembre e in Austria i regali vengono consegnati la sera del 6 . Se non arriva di persona, lascia i regali nelle scarpe o negli stivali che i bambini hanno lasciato fuori dalla porta o dalla finestra.

Particolarmente sentito è a Trieste il culto del Santo protettore dei bambini che il 6 dicembre di ogni anno porta dei doni a quelli buoni e carbone a quelli più discoli. Questa usanza è anche in Romania .
Ogni anno porta i dolciumi per i bambini buoni e un ramusello d'albero per per i più birichini (vivaci) ,essere picchiati in caso di necessità.

Cibi tradizionali legati a san Nicola.
Una strana ma simbolica devozione quella che nella sera fredda del 5 Dicembre vuole che si mettano a bollire le fave. Un rituale antico che rievoca un evento miracoloso. Nel Medioevo, secondo la tradizione, grazie all'intercessione di San Nicola di Bari Patrono di Pollutri, la popolazione, colpita da una grave carestia, fu salvata miracolosamente da una quantità enorme di fave bollite, comparsa all'improvviso all'interno di un grosso pentolone. Il Grättimaa è l'ometto di pan dolce tipico.

Ci sono poi gli speculoos: biscotti alla cannella tipici del Belgio e dei Paesi Bassi (dove sono chiamati "speculaas"), preparati tradizionalmente per la ricorrenza di San Nicola, sono ormai disponibili come prodotto dolciario in qualsiasi periodo dell'anno.
E infine i Pepernoten (noci di pepe)

Altre informazioni su questa festa trovate qui.


foto presa da web


Auguri a tutti quelli che festeggiano l'onomastico oggi! 






30 novembre 2017

Sant' Andrea Apostolo



Sant'Andrea Apostolo di Gesù Cristo si festeggia il 30 novembre nelle Chiese d'Oriente e d'Occidente ed è festa nazionale in Scozia. Denominato secondo la tradizione ortodossa Protocletos o il Primo chiamato perché fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso su una croce a forma di X per non eguagliare quella di Gesù.

È una giornata di festa, ricca di tradizioni e costumi soprattutto per la gente che vive in ambiente rurale nella parte nord della Romania, nelle storiche regioni di Maramureş e Bucovina.


 Luogo di nascita: Galilea, Israele 
 Decesso: 30 novembre 60 dopo Cristo, Patrasso, Grecia  
Nome completo: Andrew the Apostle 
 Sepoltura: Chiesa dei Santi Apostoli, Turchia 
 Genitori: Jonah 
 Fratelli: Pietro apostolo 

Protettore di:cantanti, marinai, pescatori.
È patrono della Chiesa ortodossa. Secondo gli antichi scrittori cristiani, l’apostolo Andrea avrebbe evangelizzato l’Asia minore e le regioni lungo il mar Nero, giungendo fino al Volga.
È perciò onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia.



Tradizioni in cucina 

Nei ultimi anni in Emilia Romagna si é instaurata la tradizione del “pane di Sant’Andrea” che i fornai di Castel Maggiore offrono la sera, all’uscita della chiesa parrocchiale, dopo la Messa in onore del Patrono. Da dove provenga questa tradizione, se questa ricetta sia originale o inventata dai panificatori per l’occasione, francamente non si sa. Certamente è entrata a far parte delle tradizioni di questa cittadina.


Ingredienti: 550 g di farina ,250 g di latte ,50 g di olio di mais, 1 cucchiaio di zucchero ,10 g di sale, 1 cubetto di lievito di birra, 1 uovo + 1 tuorlo per spennellare, 100 g di gocce di cioccolato fondente. 

Il procedimento descritto prevede l’utilizzo del Bimby, ma ovviamente la ricetta può essere seguita anche senza

Nel boccale riscaldare il latte 1 min., 37° vel. 1; unire olio, zucchero, uovo e lievito: 5 sec. vel. 2. Aggiungere farina e sale: 3 min. vel. Spiga. Deve risultare un’impasto morbido. Togliere dal boccale, formare una palla, coprirla e metterla nel forno spento (ma precedentemente riscaldato a 50°) e lasciare lievitare per 1 ora. Trascorso questo tempo smontare l’impasto, dividerlo – se si desidera – in pagnotte, poi aggiungere le gocce di cioccolato; preriscaldate il forno a 200° e nel frattempo lasciate lievitare direttamente sulla leccarda del forno ricoperta di carta-forno. Spennellare a questo punto con l’uovo sbattuto e mettere in forno per circa 30 min.



Info, ricetta e foto prese da web e  Il ricettario di Bianca 


















17 novembre 2017

Ciambella ai cachi e cocco (dolce vegan)

Volevo fare un dolce con cachi e cosi ho trovato nel web una ricetta semplice e veloce, torta soffice ai cachi o torta della pace. Ricetta lo modificata un po'....ho messo più polpa di cachi ,meno acqua , ho aggiunto cocco e lo fatta cuocere nella teglia di ciambella .
Buona, soffice e leggera ...ottima per la colazione e non solo. Auguro a voi una buona settimana...a presto con una nuova ricetta! 


Ingredienti:
300 g. di polpa di caco matura (2 cachi grandi)
250 g. di farina di kamut bio
4 cucchiai di cocco grattugiato
130 g. di zucchero
una bustina lievito vanigliato (16 g.)
1 bustina vanillina o mezzo cucchiaino di vaniglia naturale in polvere
la scorza grattugiata di un limone
70 g di olio di semi di girasole o mais
50 ml. di acqua
zucchero a velo vanigliato  per decorare

Procedimento:
Lavate i cachi e rimuovete la buccia .Con un robot a immersione rendete la polpa dei cachi  purea. Aggiungete lo zucchero, l’olio e l’acqua e lavorate con le fruste elettriche fino a ottenere un composto cremoso. Aggiungete la farina setacciata insieme al lievito e vaniglia e alla fine il cocco. Amalgamate tutto per bene con le fruste elettriche . Mettete il composto in una tortiera 25 cm di diametro (precedentemente foderata con carta da forno), oppure uno stampo da plumcake...oppure uno stampo di ciambella diam. 24 cm.. Infornate per 30/40 minuti, forno già riscaldato, alla temperatura di 180° in modalità statico. Il tempo può variare in base alla dimensione della tortiera. Fate la prova dello stecchino ,se esce asciutto il dolce è pronto. Quando si raffredda ,spolverizzate di zucchero a velo.


9 novembre 2017

11 novembre San Martino di Tours


Nome: San Martino di Tours 
Titolo: Vescovo 
Ricorrenza: 11 novembre 
Protettore :albergatori, cavalieri, fabbricanti di maiolica, fanteria, forestieri, mendicanti, militari, oche, osti, sarti, sinistrati, vendemmiatori, viticoltori.

La leggenda così dice : “Un giorno d`autunno, l’11 novembre probabilmente, mentre usciva a cavallo da una delle porte della città francese di Amiens, dove viveva, vide un povero, mezzo nudo e tremante per il freddo. Martino si impietosì e sguainò la spada, tagliò il suo bel mantello di lana e ne diede la metà al povero. Immediatamente il sole si mise a scaldare come in estate. 

Per questo motivo, si chiama l`estate di San Martino quel periodo agli inizi di novembre in cui spesso accade che la temperatura si faccia più mite.

San Martino di Tours nacque intorno al 317 D.C ed è stato uno dei primi santi non martiri della Chiesa Cattolica. Figlio di un tribuno della legione, rivestiva la carica di "circitor" nella Gallia, dove visse l'esperienza che cambiò per sempre la sua vita e lo consegnò alla storia, alla leggenda e alla santità.

In Italia la Festa di San Martino fa rima con festa del vino, infatti, l'11 Novembre viene "battezzato" il vino novello durante allegri banchetti, accompagnato da carne, castagne arrosto e frutti di stagione.
In Italia è il Patrono di Belluno.
In Germania ad esempio dà inizio alle Feste di Natale, per la quale i bambini organizzano una processione con le lanterne e recitano una filastrocca propiziatrice.

La festa dei cornuti, è poi, una delle più curiose tradizioni associate alla festa di San Martino. Alcuni studiosi ritengono che questa derivi dal fatto che nel medio evo si svolgevano, in quel periodo dell'anno feste e fiere di animali con le corna.
Nella zona cui vivo ,a Sant’Arcangelo di Romagna, a Rimini, si celebra in questi giorni “la Fira di bec”, “La Fiera dei cornuti”, anche se non è proprio destinata agli animali come una volta: ebbene vi arrivano cantastorie da tutt’Italia che cantano divertenti storie di “corna”, naturalmente. Ma se qualche lettore vuole andarci presti attenzione a non passare sotto le grandi corna appese nella piazza centrale: dicono che si mettano a oscillare al passaggio dei "cornuti"



Piatti della tradizione


Rasco o sammartinello,biscotti tipici di Palermo di san Martino, ripieni di crema di ricotta.
Ricetta qui.
foto presa da web
Biscotti di San Martino, biscotti secchi all'anice e cannella tipici della pasticceria siciliana. 
Ricetta qui.


foto presa da web

Cavallo di San Martino, il dolce veneziano di San Martino come dice il nome è un dolce diffusissimo nella provincia di Venezia per festeggiare l’11 novembre. Si riproduce con la pasta frolla la forma di un cavaliere a cavallo e si decora con cioccolato, frutta secca e confetti. Nelle confezioni di pasticceria non c’è la frutta secca, ma ci sono cioccolatini incartati nella loro stagnola “incollati” sul cavallo. Ricetta qui.


Anche l'oca viene mangiata per la Festa di San Martino.Con il vino gli abitanti delle terre che una volta era la “Gallia Cisalpina” e che oggi alcuni chiamano Padania, consigliano di mangiare le castagne e l’oca: 
“Per San Martino castagne, oca e vino!”. 
Un’usanza, quella di mangiare l’oca, da rispettare per avere fortuna, come ci ricordano i veneti: 
“Chi no magna l’oca a San Martin nol fa el beco de un quatrin!”.

oca in umido con castagne e verza 



Barbara del blog  Il mondo di Rina , racconta che in Calabria sono le Pitte di San Martino (nel reggino) , dei dolci pre-natalizi ripieni di frutta secca.
Sempre in Calabria si preparano crustuli salati, muruneddhi, ricetta lo trovate nel suo blog qui.

foto web....pitte di San Martino 
foto web....pitte di San Martino al cacao





Conoscete altri piatti della tradizione che si preparano in questi giorni per la Festa di San Martino ? 

Buon San Martino! 


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Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci.

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
 l'anime a rallegrar.

 Gira su' ceppi accesi
 lo spiedo scoppiettando:
 sta il cacciator fischiando
 sull'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.

****info : web e Poesia e narrativa****

7 novembre 2017

Dolce con zucca e cocco / Prajitura cu dovleac si cocos



Quando ho visto questo dolce di origini thailandesi (Kanom Fuktong Nung) con la zucca e cocco, subito mi è piaciuto. Ho cambiato un po' la ricetta per quanto riguarda la cottura . Il dolce thai si cuoce al vapore .Io invece, ho preparato il dolce nel forno. Ha la consistenza simile a quella di un budino. Davvero buono, un dessert delicato e gustoso. Provatelo!


Ingredienti:
200 gr. di zucca cotta al vapore (io al forno)
200 ml. di latte di cocco
200 gr. di zucchero di canna
200 gr. di farina di riso ( si può usare anche farina di grano )
un pizzico di sale
decorare con cocco rapè disidratato ( nella riceta originale cocco fresco grattugiato)

Procedimento:
Si cuoce la zucca al vapore o al forno . Si schiaccia bene con una forchetta la polpa cotta di zucca. Si frulla con lo zucchero e il latte di cocco. Alla fine si aggiunge la farina di riso .L'impasto deve essere denso ma non troppo ,giusto a scendere della ciotola .Come il mio composto era troppo denso (il purè di zucca era ben asciutto ), ho aggiunto un po' di latte di riso. Si mette il composto in una teglia antiaderente di diametro 24 cm. Si ricopre il composto con il cocco rapè .Si cuoce nel forno riscaldato ,a 180 °-190° C per circa 1 ora. Si fa la prova dello stuzzicadenti. Alla fine cottura ,decorare sopra il dolce con cocco fresco grattugiato o cocco grattugiato disidratato.    
Fonte: qui e qui






1 novembre 2017

Colivă - dolce rumeno per la commemorazione dei defunti


Nella tradizione cristiana ortodossa come pasto simbolico nelle commemorazioni dei defunti si prepara la coliva, un dolce a base di grano bollito. ll nome ha una quantità di varianti a seconda delle lingue (in greco κόλλυβα, kólliva; in serbo кољиво, koljivo; in rumeno colivă ; in bulgaro коливо, kolivo.
Le ricette di coliva hanno un gran numero di varianti. L'ingrediente primario sono chicchi di grano bolliti e addolciti tradizionalmente con miele, ma oggi anche con zucchero. Al grano cotto, secondo le varie ricette si aggiungono le mandorle e noci tritate, semi di sesamo, cannella, semi di melograno, uva passa,...ecc.
Per decorazione, si usa ricoprire la coliva con polvere di zucchero o polvere di cacao (spesso con motivi ornamentali di croci), pezzi di cioccolata, mandorle glassate o caramelle di varie forme e colori. In Romania non si prepara dappertutto questo dolce.

In Italia esiste la colva. La colva un dolce particolare a base di grano cotto, noci ,mandorle, fichi secchi, uva sultanina ,cioccolato, melograno e vincotto che si prepara il 2 Novembre in Puglia ,particolarmente nelle zone di Foggia ,Barletta, Bitonto e Bisceglie.
Io la coliva l'ho faccio cosi :


Ingredienti :
580 g. di grano già cotto
6 cucchiaio di zucchero semolato
1 tazza (250 ml.) piena con noci tritate grossolanamente
buccia grattugiata di mezza limone
aroma rum
aroma vaniglia
per decoro
zucchero a velo ,2-3 biscotti secchi,
codette al cacao, noci, mandorle

Procedimento:
Mescolate tutti ingredienti .Volendo potete aumentare le dosi di zucchero e le noci ,dipende dal vostro gusto. Mettete il composto su un piatto da portata e date la forma del piatto. Tritate bene 2-3 biscotti secchi, poi li passate al setaccio spolverizzando sopra  la coliva. Sopra spolverizzate lo zucchero a velo,cosi non si scioglierà. Decorate con le noci ,mandorle, caramelle di cioccolato...ecc
Conservare nel frigorifero.



31 ottobre 2017

Piada dei morti



In Romagna la Piada dei Morti inizia ad essere cucinata a metà ottobre e per tutto il mese di novembre.
E' un dolce semplice, un pandolce con uvetta e frutta secca, adatto ad essere gustato per colazione o dopo pasto con un buon bicchiere di vino.
Ha questo nome perché di solito si cucina nel periodo vicino alla Festa dei morti (2 novembre).
Esistono varie versioni, questa è la mia. La ricetta presa da qui ,è modificata.

Ingredienti:
200 g.di farina manitoba
80-100 g. di farina 00
1 uovo
60 gr. di zucchero
60 ml. latte intero
60 ml. olio di semi di girasole
20 g. di lievito di birra fresco
uvetta q.b.
1 bustina vanillina
1 pizzico di sale
glassatura 
1 uovo
noci, mandorle, pinoli ,uvetta

Procedimento:
Sciogliere il lievito di birra nel latte appena tiepido con un cucchiaio di zucchero. Aggiungere il resto dello zucchero, l'olio, un pizzico di sale, vanillina e la farina setacciata per ultima. Potete usare solo farina  00. Se vi piace più dolce aggiungete del'altro zucchero. Non mettere dall'inizio tutta la farina, ma poco alla volta.
A volte la farina (dipende quale tipo usate) assorbe di più e l'impasto finale esce troppo duro. Lavorare il composto fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico ...leggermente molle.
Mettere l'impasto a lievitare (coperto) in un luogo caldo per 2 ore circa. Impastare nuovamente, aggiungere l’uvetta. Mettere su teglia da forno con carta da forno volendo anche oleata. Schiacciare con le dita della mano fino ad ottenere dei dischi spessi di circa 2-3 cm.
Guarnire con noci,  mandorle, pinoli o uvetta.  Spennellare la superficie con l’altro uovo. Lasciare lievitare per massimo un oretta. Cuocere in forno già caldo, a 180° per 30-40 minuti. Fate prova stecchino.

Altre ricette dei dolci che si preparano per il periodo che precede la Commemorazione dei morti ; coliva ( dolce tipico della tradizione rumena) e fave dei morti.










4 agosto 2017

Ravanelli ripieni con formaggio / Ridichi umplute cu branza
























Antipasto estivo senza cottura, veloce e gustoso per un buffet all'aperto, una cena in piedi, un aperitivo.

 Ingredienti:

* ravanelli grossi
* formaggio tipo quartirolo o di quello cremoso
* burro
* aneto o finocchietto selvatico


Scavate i ravanelli (di quelli grossi) crudi con un coltello appuntito e li riempite con del formaggio quartirolo frullato con burro ammorbidito e aneto( o finocchietto selvatico) o potete utilizzare dei formaggi cremosi con diversi gusti , olive, salmone , erbe aromatiche. Decorate a piacere o come me, con patè d'oliva.






20 luglio 2017

Torta integrale allo yogurt e limone (senza burro e uova) / Prajitura cu faina integrala, iaurt si lamaie ( fara unt si oua)






Torta integrale allo yogurt e limone (senza burro e uova), un dolce buono ,sano e leggero.
Dolce ideale per la colazione e non solo. La ricetta presa (leggermente modificata) da Rossella del blog Le delizie di casa mia.

Ingredienti:
250 g. di farina integrale
50 g. di fecola di patate
150 ml di yogurt bianco
180 g. di zucchero di canna
180 ml. bibita al limone senza gas
1 bustina di lievito per dolci
mezza fialetta aroma limone
buccia grattugiata di un limone
mandorle a lamelle


Procedimento:
Mescolate in una ciotola la farina , fecola, lo zucchero e il lievito. Aggiungete lo yogurt, aroma limone, la buccia grattugiata di limone e poco alla volta la bibita e frullate bene.Quando il composto è diventato abbastanza denso (non troppo) non mettete più .Probabile che usate tutta la quantità di 180 ml. di bibita o meno, dipende come assorbe la farina usata. Io ho messo più yogurt e alla fine non ho messo tutta la quantità di bibita. Mettete il composto in una teglia rivestita di carta da forno diam. 20 cm. Sopra mettete le mandorle a lamelle. Cuocete nel forno già caldo ,ad una temperatura di 180° -200° C. Fate la prova stuzzicadenti.

La ricetta originale di Rossella prevede il caffè. Dunque ,volendo ,al posto della bibita al limone mettete 180 ml. acqua + 3 cucchiai di caffè solubile o 180 ml. di caffè espresso.






22 maggio 2017

Santa Rita da Cascia / Sfânta Rita din Cascia



SANTA RITA da CASCIA
 La Santa avvocata dei casi impossibili
 (verso il fondo trovate una raccolta di preghiere a Santa Rita)



Oggi, 22 maggio, la Chiesa ricorda Santa Rita da Cascia. Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla. Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile. Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba. Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata. Entrò in convento e lì visse gli ultimi 40 anni di vita in assidua contemplazione, penitenza e preghiera, completamente dedita al Signore. Santa Rita, 15 anni prima di morire, ricevette la singolare "spina" di quella piaga che le si stampò dolorosa sulla fronte, che incessantemente le procurò i terribili dolori e le sofferenze inaudite della coronazione di spine.

Il Santuario di Santa Rita a Cascia (foto presa da web)


LA VITA
Rita nacque presumibilmente nell'anno 1381 a Roccaporena, un villaggio situato nel comune di Cascia in provincia di Perugia, da Antonio Lotti e Amata Ferri. I suoi genitori erano molto credenti e la situazione economica non era agiata ma decorosa e tranquilla. La storia di S. Rita fu ricolma di eventi straordinari e uno di questi si mostrò nella sua infanzia. La piccina, forse lasciata per qualche momento incustodita nella culla in campagna mentre i genitori lavoravano la terra, fu circondata da uno sciame di api. Questi insetti ricoprirono la piccola ma stranamente non la punsero. Un contadino, che nel contempo si era ferito alla mano con la falce e stava correndo a farsi medicare, si trovò a passare davanti al cestello dove era riposta Rita. Viste le api che ronzavano attorno alla bimba, prese a scacciarle ma, con grande stupore, a mano a mano che scuoteva le braccia per scacciarle, la ferita si rimarginava completamente. La tradizione ci tramanda che Rita aveva una precoce vocazione religiosa e che un Angelo scendeva dal cielo a visitarla quando si ritirava a pregare in un piccolo sottotetto.

 S. RITA ACCETTA DI ESSERE SPOSA
Rita avrebbe desiderato farsi monaca tuttavia ancor giovanetta (circa a 13 anni) i genitori, oramai anziani, la promisero in sposa a Paolo Ferdinando Mancini, un uomo conosciuto per il suo carattere rissoso e brutale. S. Rita, abituata al dovere non oppose resistenza e andò in sposa al giovane ufficiale presumibilmente verso i 17-18 anni. Dal matrimonio fra Rita e Paolo nacquero due figli gemelli maschi; Giangiacomo Antonio e Paolo Maria che ebbero tutto l'amore, la tenerezza e le cure dalla mamma. Rita riuscì con il suo tenero amore e tanta pazienza a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile. La vita coniugale di S. Rita, dopo 18 anni, fu tragicamente spezzata con l'assassinio del marito, avvenuto in piena notte, presso la Torre di Collegiacone mentre tornava a Cascia.

 IL PERDONO
Rita fu molto afflitta per l'atrocità dell'avvenimento, cercò dunque rifugio e conforto nell'orazione con assidue e infuocate preghiere nel chiedere a Dio il perdono degli assassini di suo marito. Contemporaneamente S. Rita intraprese un'azione per giungere alla pacificazione, a partire dai suoi figlioli, che sentivano come un dovere la vendetta per la morte del padre. Rita si rese conto che le volontà dei figli non si piegavano al perdono, allora la Santa prego il Signore offrendo la vita dei suoi figli, pur di non vederli macchiati di sangue. "Essi moriranno a meno di un anno dalla morte del padre".. Quando S. Rita rimase sola, aveva poco più di 30 anni e senti rifiorire e maturare nel suo cuore il desiderio di seguire quella vocazione che da giovinetta aveva desiderato realizzare.

 S. RITA DIVENTA MONACA
Rita chiese di entrare come monaca nel Monastero di S. Maria Maddalena, ma per ben tre volte non fu ammessa, in quanto vedova di un uomo assassinato. La leggenda narra che S. Rita riuscì a superare tutti gli sbarramenti e le porte chiuse grazie all'intercessione di: S. Giovanni Battista, S. Agostino e S. Nicola da Tolentino che l'aiutarono a spiccare il volo dallo " Scoglio" fino al Convento di Cascia in un modo a Lei incomprensibile. Le monache convinte dal prodigio e dal suo sorriso, la accolsero fra di loro e qui Rita vi rimase per 40 anni immersa nella preghiera.

 IL MIRACOLO SINGOLARE DELLA SPINA
Era il Venerdì Santo del 1432, S. Rita tornò in Convento profondamente turbata, dopo aver sentito un predicatore rievocare con ardore le sofferenze della morte di Gesù e rimase a pregare davanti al crocefisso in contemplazione. In uno slancio di amore S. Rita chiese a Gesù di condividere almeno in parte la Sue sofferenze. Avvenne allora il prodigio: S. Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte. Fu uno spasimo senza fine. S. Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore. 

VITA DI SOFFERENZA
Per Rita gli ultimi 15 anni furono di sofferenza senza tregua, la sua perseveranza nella preghiera la portava a trascorrere anche 15 giorni di seguito nella sua cella "senza parlare con nessuno se non con Dio", inoltre portava anche il cilicio che le procurava sofferenza, per di più sottoponeva il suo corpo a molte mortificazioni: dormiva per terra fino alla fine quando si ammalo e rimase inferma negli ultimi anni della sua vita.

 IL PRODIGIO DELLA ROSA
A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso copriva ogni cosa, una parente le fece visita e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa, Rita rispose che avrebbe desiderato una rosa dal suo orto. Tornata a Roccaporena la parente si reco nell'orticello e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata, la colse e la portò a Rita. Cosi S. Rita divenne la Santa della "Spina" e la Santa della "Rosa". S. Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e contemporaneamente le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447. S. Rita da Cascia è stata beatificata ben 180 anni dopo il suo decesso e proclamata Santa a 453 anni dalla sua morte. 

Preghiera per la pace in famiglia 
O Dio, autore della pace e custode amoroso della carità, guarda benevolo e misericordioso la nostra famiglia. Vedi, o Signore, come è spesso in discordia e come la pace si allontana da essa. Abbi pietà di noi. Fa' che ritorni la pace, perché tu solo ce la puoi concedere. O Gesù, Re di pace, ascoltaci per i meriti di Maria Santissima, regina della pace, e anche per i meriti della tua serva fedele, Santa Rita che arricchisti di tanta carità e dolcezza da essere angelo di pace ovunque vedesse discordia. E tu, cara Santa, prega per ottenerci questa grazia dal Signore sulla nostra famiglia e su tutte le famiglie in difficoltà. Amen.
 Preghiera della sposa 
O gloriosa santa Rita, sebbene ti sia sposata per obbedire ai tuoi genitori, divenisti un'ottima sposa cristiana e una brava mamma. Ottieni anche a me l'aiuto di Dio, perché possa vivere bene la mia vita matrimoniale. Prega perché abbia la forza di mantenermi fedele a Dio e al mio sposo. Abbi cura di noi, dei figli che il Signore vorrà donarci, dei vari impegni che dovremo affrontare. Che nulla turbi la nostra concordia. Gli angeli della pace assistano la nostra casa, allontanino la discordia e si accresca la comprensione e l'amore che unisce le anime redente dal sangue di Gesù. Fa' che, anche per la tua intercessione, un giorno veniamo a lodare Dio in cielo, nel Regno dell'amore eterno e perfetto.
 Preghiera della mamma in attesa 
Alla tua nascita, o Santa Rita, avesti il nome simbolico di una gemma e di un fiore. Guarda con amo­revolezza me che sto per divenire mamma. Anche tu divenisti mamma di due figli, che amasti ed educasti come soltanto una santa mamma può fare. Prega perché il Signore mi conceda la grazia del bimbo, che con mio marito attendiamo come dono del cielo. Fin d'ora lo offriamo al Sacro Cuore di Gesù e di Maria e l'affidiamo anche alla tua protezione. Si compia nella gioia il miracolo di una vita nuova e benedetta da Dio.
 Preghiera della mamma 
O Vergine immacolata, madre di Gesù e madre mia, per intercessione di Santa Rita, aiutami nella dolce e grave responsabilità di essere mamma. A te affido, o Madre, i figli che amo tanto e per cui trepido, spero e gioisco. Insegnami a guidarli come Santa Rita, con mano sicura per la via di Dio. Rendimi tenera senza debolezze e forte senza durezze. Ottienimi quella amorosa pazienza che non si stanca mai e tutto offre e sopporta per la salvezza eterna delle sue creature. Aiutami, o Madre. Forma il mio cuore a immagine del tuo e fa' che i miei figli vedano in me un riflesso delle tue virtù, affinché, dopo aver imparato da me ad amarti e a seguirti in questa vita, giungano un giorno a lodarti e benedirti in cielo. Maria, regina dei Santi, disponi per i miei figli anche la protezione di Santa Rita.
 A santa Rita, modello di vita 
Santa Rita da Cascia, modello delle spose, delle mamme di famiglia e delle religiose, io ricorro alla tua intercessione nei momenti più difficili della mia vita. Tu sai che spesso la tristezza mi opprime, perché non so trovare la via d'uscita in tante situazioni dolorose.
Ottienimi dal Signore le grazie di cui ho bisogno, specialmente la serena fiducia in Dio e la calma interiore. Fa' che io imiti la tua dolce mitezza, la tua forza nelle prove e la tua eroica carità e chiedi al Signore che le mie sofferenze possano giovare a tutti i miei cari e che tutti possano essere salvi per l'eternità.
 Preghiera per i casi impossibili e disperati 
 O cara Santa Rita, nostra Patrona anche nei casi impossibili e Avvocata nei casi disperati, fate che Dio mi liberi dalla mia presente afflizione......., e allontani l'ansietà, che preme così forte sopra il mio cuore. Per l'angoscia, che voi sperimentaste in tante simili occasioni, abbiate compassione della mia persona a voi devota, che confidentemente domanda il vostro intervento presso il Divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso. O cara Santa Rita, guidate le mie intenzioni in queste mie umili preghiere e ferventi desideri. Emendando la mia passata vita peccatrice e ottenendo il perdono di tutti i miei peccati, ho la dolce speranza di godere un giorno Dio in paradiso insieme con voi per tutta l'eternità. Così sia. Santa Rita, Patrona dei casi disperati, pregate per noi. Santa Rita, Avvocata dei casi impossibili, intercedete per noi. 3 Pater, Ave e Gloria. 

Informazioni prese da qui  e qui .


6 aprile 2017

Finto moussakà con patate, funghi e crema di semolino / Musaca falsa de cartofi ,ciuperci si crema de gris

Anno nuovo vita nuova. Così si dice ad ogni inizio dell'anno e tutti sperano che qualcosa veramente cambi. Per me è stato proprio cosi. Ho cambiato casa e località. Adesso, dopo più di un mese, ho un periodo abbastanza tranquillo, cosi riesco finalmente a scrivere sul blog.
Più avanti chi sa...visto che dobbiamo ristrutturare la casa....avrò ancora meno tempo per il blog. Nel frattempo visiterò volentieri anche i vostri blog.
Questa finta moussakà lo preparata l'anno scorso. E' praticamente un tortino di patate e funghi con crema di semolino. Un piatto unico, saporito e gustoso. Ricetta presa da qui e leggermente modificata.


Ingredienti:
500-600 g di patate
130 g di funghi champignon tagliati a fettine
100 g. di formaggio kefalograviera*
sale e pepe
olio extravergine di oliva
1/2 cipolla piccola tritata
aglio
prezzemolo
per la crema:
250 g. di latte intero
1 cucchiaio di burro
25 g. di semolino
1 uovo
50 g. di kafalograviera*

* formaggio kefalograviera è un formaggio tipico greco a pasta dura prodotto con latte di pecora e capra. Potete usare un formaggio a vostro piacimento ma non troppo stagionato e piccante. Io ho usato Parmigiano Reggiano. 

Suggerimento:
- usare metà funghi champignon e metà porcini .
- sostituire i funghi con dei carciofi saltati in padella con olio, aglio e prezzemolo.
- sostituire il formaggio greco kafalograviera con una ricotta sarda semidura salata.

Procedimento:
Pelate e lavate le patate. Se volete optare per la ricetta originale...come ho fatto io...dovete friggere le patate (affettate) , ma non devono essere troppo fritte. Se non li volete friggere, li potete cucinarle al forno. Tagliate la patata a fette e metterla sopra un foglio di carta da forno. Insaporite con sale, pepe, un filo d'olio, qualche rametto di origano e mezzo spicchio d'aglio. Chiudete il sacchettino con l'alluminio. Procedete cosi con tutte le patate. Infornate per circa un ora e mezza a 180°.
Rosolare in un filo d'olio (o burro) la cipolla tritata, aggiungere i funghi, sale, prezzemolo tritato. Cuocere a fuoco vivace.
Preparare la crema di semolino . Scaldare il latte con il burro, aggiungere il semolino. Sempre mescolando, lasciare che si addensi un po', unire il formaggio e l'uovo sbattuto.
Rivestire una pirofila con carta da forno e distribuire sul fondo le patate. Mettere metà dei funghi e metà del formaggio grattugiato.Poi ancora uno strato di patate, poi di funghi e alla fine tutta la crema di semolino. Spalmarla su tutta la superficie ,cospargere con resto di formaggio.  Infornare a forno caldo 180° finché sopra la crosticina diventa dorata.










15 gennaio 2017

Girelle con salsiccia e formaggio





Oggi una ricetta veloce ,finger food goloso, girelle di pasta sfoglia farcite con salsiccia e formaggio ,ideale per un antipasto o buffet.


Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
3 salsicce grosse fresche
150 g. di stracchino o altro formaggio cremoso

Procedimento:
Spalmate su tutta la superficie di pasta sfoglia il formaggio . Togliete la pelle della salsiccia e sbriciolatela. Mettete su tutta la superficie la salsiccia sbriciolata e arrotolate bene la pasta sfoglia come uno strudel.  Mettete il rotolo (avvolto nella pellicola)  in freezer per circa 15-20 minuti. Cosi si raffredda ...indurisce ...cosi e più facile a tagliare dopo le fette. Trascorso il tempo nel congelatore, tagliate a fette spesse di circa 2-3 cm e adagiate le girelle in una teglia ricoperta con carta da forno. Cuocete nel forno, già riscaldato a 180-200°C per 20 minuti. Sono pronte quando sono diventate dorate. Lasciate intiepidire e poi servite.

 Ricetta trovata su Cucina di Chicca






31 dicembre 2016

Felice Anno Nuovo !

Ricette più cliccate in quest'anno sul blog. Buon Anno a tutti voi ...tanti auguri da Agenda di Nico!

 

22 dicembre 2016

Panettone senza impasto al cioccolato





Questa ricetta lo trovata sul blog Pane e cioccolato e ho voluto subito sperimentarla. Un panettone non impegnativo come procedimento e soddisfacente come gusto.

Ingredienti :
per un panettone da 300 g.

130 g. di farina 00
130 g. di farina 0
una bustina di vanillina
4 cucchiai di miele
4 g. di lievito di birra secco
80 g di acqua a temperatura ambiente
85 g di burro fuso a temperatura ambiente
2 uova a temperatura ambiente
50 g. di gocce di cioccolato
un tuorlo per spennellare la superficie
gocce di cioccolato per coprire

Procedimento:
Sciogliete in una ciotola il lievito con l'acqua e lasciarlo circa 10 minuti a temperatura ambiente. Aggiungete le uova leggermente sbattute, il miele, il burro fuso ma tiepido. Aggiungete la farina setacciata e la vanillina .Risulterà un impasto appiccicoso, continuate a lavorarlo per 5 minuti sempre con una spatola. diventera’ leggermente piu' sodo. Aggiungete le gocce di cioccolato e amalgamarle all’impasto. Coprite con la pellicola da cucina e lasciate lievitare 30 minuti a temperatura ambiente . Mettete l’impasto nel frigorifero, sempre coperto e lasciarlo  per 24-36 ore (decidete voi). Mettetelo sulla spianatoia e lavoratelo leggermente. Mettetelo in uno stampo apposito per panettone (io non lo avuto) oppure in una teglia tonda da 20 cm rivestita da carta da forno...cosi come ho fatto io ... e lasciatelo lievitare in un luogo caldo per circa 2 ore. L’impasto dovra’ raggiungere il bordo. Infornate a 160° per circa 40 minuti. Quando e' pronto sfornate e lasciatelo raffreddare completamente.





Che questi giorni di festa, vi portino tanta pace e serenità. Tanti auguri di Buon Natale! 
BUONE FESTE, AUGURI !


15 novembre 2016

Nougatknödel



Ricetta di Nougatknödel lo vista tanto tempo fa sul blog di Laura - Antro Alchimista ,e mi ha conquistato subito. Nougatknödel, gnocchi dolci, tipici di Tirol. Li ho farciti come nella ricetta con crema di nocciole, ma anche con i semi di papavero.
Sono buonissimi, provateli!

Ingredienti ( per circa 12 pezzi)
400 g.di quark (o ricotta molto asciutta)
80 g.di  burro morbido
1 uovo
1 tuorlo
80 g. di semolino
120 g.di farina
un pizzico sale
scorza grattugiata di mezzo limone
farcire:
crema di nocciole
condimento:
80 g.di burro
80 g.di pangrattato
80 g.di zucchero semolato
un pizzico di cannella
salsa di fragole

Preparazione:
Montate le uova con il burro e dopo aggiungete il quark. Aggiungete la farina, il semolino, un pizzico di sale e scorza di limone grattugiata. Impastate bene ,si deve ottenere un impasto abbastanza sodo. Se l’impasto è troppo molle rischiate che si romperà in cottura. Fare riposare l'impasto in frigorifero per 1 ora. Con le mani bagnate, ricavatene delle palline abbastanza grandi . Allargate nel palmo della mano, aggiungete al centro mezzo cucchiaino di crema di nocciole (meglio fredda dal frigorifero) , e chiudere a gnocco. Dopo che ho fatto tutti gli gnocchi, prima di lesarli 3-4 a volta... li ho infarinato un po'.
Cuocete in acqua bollente salata per circa 15 minuti, avendo cura di girarli a metà cottura...con attenzione ,sono delicati.
In un tegame (meglio antiaderente) a fiamma bassa sciogliete il burro e rosolate il pangrattato. Quando il pangrattato è bello dorato, aggiungete lo zucchero e la cannella e mescolate bene. La quantità di zucchero e cannella varie secondo i vostri gusti. Scolate gli gnocchi delicatamente e passarli nel tegame con il pangrattato, avendo cura di rigirarli bene per coprirli bene con il pangrattato.
Servite con salsa di fragole. (io senza salsa di fragole)




************

Impasto di Nougatknödel e ripieno crema di semi di papavero. Semi di papavero macinati e mescolati con zucchero e poco latte.





7 novembre 2016

Il giardino a novembre...

Niente rilassa più della natura. Questi giorni, guardando il mio giardino...

crisantemo
 


portulaca


nicotiana alata

mirabilis jalapa o belle di notte 

viole

crisantemo 

crisantemi gialli



17 ottobre 2016

Gnocchi di patate con le susine




Gnocchi di patate ripieni con le prugne ,sono uno dei dolci preferiti che ricordano la mia infanzia .
Questo piatto è simile con gli gnocchi di susine che si preparano in Friuli Venezia Giulia. In genere vengono serviti come primo piatto o anche come piatto unico; nella zona di Trieste vengono spesso portati in tavola come dessert. Questi giorni li preparo ancora, (a settembre fatti due volte) visto che fino alla fine di ottobre si trovano ancora le susine. Ecco la mia ricetta:


Ingredienti: 
per circa 12 gnocchi 

impasto: 
700 g. di patate
150-160 g. di farina 00
2 uova grandi
60 g.di semolino
un pizzico di sale
 ripieno: 
6 prugne mature (io tipo Stanley)
cannella (facoltativo)
zucchero q.b.
condimento: 
180 g. di pane grattugiato
40 g . di burro
5 cucchiai di zucchero finissimo...o di più

Procedimento:
Se le prugne che usate sono grandi, tagliatele in due o quattro , togliendo il nocciolo, passatele nel pangrattato e mescolatele con un po' di cannella e lo zucchero.
Fate sciogliere il burro in una padella , aggiungete il pane grattugiato e mescolate sul fuoco fino quando il pane grattugiato diventa dorato. Alla fine spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero (meglio finissimo) e mescolate bene. Zucchero mettete secondo i vostri gusti.

Lavate le patate e lessateli con la buccia ,quando sono pronte pelatele e passatele nello schiacciapatate . Lasciate raffreddare le patate schiacciate e mescolate il tutto con le uova, semolino , la farina e un pizzico di sale. Impastate bene per ottenere un composto omogeneo. L'impasto sarà leggermente umido e appiccicoso ,deve essere cosi. Se proprio è troppo umido, aggiungete solo poco farina e semolino .
Con le mani leggermente umide, prendete parte dell’impasto e formate delle polpette tonde ,schiacciate in mezzo e riempite con un pezzo di prugna, chiudete e ridate la forma tonda .
Lessate gli gnocchi in acqua bollente salata, a fuoco medio. Quando salgono in superficie, teneteli ancora circa 1 minuto e poi scolateli.
Appena scolati , li mettete due ..tre a volta dentro la padella con il pane grattugiato tostato. Passatelli bene nel pane grattugiato. Servite gli gnocchi subito caldi, volendo anche spolverizzati di zucchero a velo. Se volete servirli più tardi ..ma sempre caldi , perché cosi si mangiano e sono più buoni, .metteteli in una casseruola coperta e immersa nel’acqua calda (bagnomaria) .


*****

Questo tipo di gnocchi vengono preparati anche con impasto di choux, ricetta lo trovate qui.


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