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11 novembre 2016

11 novembre San Martino di Tours


Nome: San Martino di Tours 
Titolo: Vescovo 
Ricorrenza: 11 novembre 
Protettore :albergatori, cavalieri, fabbricanti di maiolica, fanteria, forestieri, mendicanti, militari, oche, osti, sarti, sinistrati, vendemmiatori, viticoltori.

La leggenda così dice : “Un giorno d`autunno, l’11 novembre probabilmente, mentre usciva a cavallo da una delle porte della città francese di Amiens, dove viveva, vide un povero, mezzo nudo e tremante per il freddo. Martino si impietosì e sguainò la spada, tagliò il suo bel mantello di lana e ne diede la metà al povero. Immediatamente il sole si mise a scaldare come in estate. 

Per questo motivo, si chiama l`estate di San Martino quel periodo agli inizi di novembre in cui spesso accade che la temperatura si faccia più mite.

San Martino di Tours nacque intorno al 317 D.C ed è stato uno dei primi santi non martiri della Chiesa Cattolica. Figlio di un tribuno della legione, rivestiva la carica di "circitor" nella Gallia, dove visse l'esperienza che cambiò per sempre la sua vita e lo consegnò alla storia, alla leggenda e alla santità.

In Italia la Festa di San Martino fa rima con festa del vino, infatti, l'11 Novembre viene "battezzato" il vino novello durante allegri banchetti, accompagnato da carne, castagne arrosto e frutti di stagione.
In Italia è il Patrono di Belluno.
In Germania ad esempio dà inizio alle Feste di Natale, per la quale i bambini organizzano una processione con le lanterne e recitano una filastrocca propiziatrice.

La festa dei cornuti, è poi, una delle più curiose tradizioni associate alla festa di San Martino. Alcuni studiosi ritengono che questa derivi dal fatto che nel medio evo si svolgevano, in quel periodo dell'anno feste e fiere di animali con le corna.
Nella zona cui vivo ,a Sant’Arcangelo di Romagna, a Rimini, si celebra in questi giorni “la Fira di bec”, “La Fiera dei cornuti”, anche se non è proprio destinata agli animali come una volta: ebbene vi arrivano cantastorie da tutt’Italia che cantano divertenti storie di “corna”, naturalmente. Ma se qualche lettore vuole andarci presti attenzione a non passare sotto le grandi corna appese nella piazza centrale: dicono che si mettano a oscillare al passaggio dei "cornuti"



Piatti della tradizione


Rasco o sammartinello,biscotti tipici di Palermo di san Martino, ripieni di crema di ricotta.
Ricetta qui.
foto presa da web
Biscotti di San Martino, biscotti secchi all'anice e cannella tipici della pasticceria siciliana. 
Ricetta qui.


foto presa da web

Cavallo di San Martino, il dolce veneziano di San Martino come dice il nome è un dolce diffusissimo nella provincia di Venezia per festeggiare l’11 novembre. Si riproduce con la pasta frolla la forma di un cavaliere a cavallo e si decora con cioccolato, frutta secca e confetti. Nelle confezioni di pasticceria non c’è la frutta secca, ma ci sono cioccolatini incartati nella loro stagnola “incollati” sul cavallo. Ricetta qui.


Anche l'oca viene mangiata per la Festa di San Martino.Con il vino gli abitanti delle terre che una volta era la “Gallia Cisalpina” e che oggi alcuni chiamano Padania, consigliano di mangiare le castagne e l’oca: 
“Per San Martino castagne, oca e vino!”. 
Un’usanza, quella di mangiare l’oca, da rispettare per avere fortuna, come ci ricordano i veneti: 
“Chi no magna l’oca a San Martin nol fa el beco de un quatrin!”.

oca in umido con castagne e verza 



Barbara del blog  Il mondo di Rina , racconta che in Calabria sono le Pitte di San Martino (nel reggino) , dei dolci pre-natalizi ripieni di frutta secca.
Sempre in Calabria si preparano crustuli salati, muruneddhi, ricetta lo trovate nel suo blog qui.

foto web....pitte di San Martino 
foto web....pitte di San Martino al cacao





Conoscete altri piatti della tradizione che si preparano in questi giorni per la Festa di San Martino ? 

Buon San Martino! 


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Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci.

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
 l'anime a rallegrar.

 Gira su' ceppi accesi
 lo spiedo scoppiettando:
 sta il cacciator fischiando
 sull'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.

****info : web e Poesia e narrativa****

02 febbraio 2016

2 febbraio - Festa della Candelora (presentazione di Gesù al Tempio) / Întâmpinarea Domnului (prezentarea pruncului Isus în Templu)



Il giorno della Candelora (2 febbraio),ovvero la presentazione di Gesù al Tempio e della purificazione della Vergine, viene già nel lontano passato indicato come un giorno "di svolta" della stagione invernale. Popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti".

Questa celebrazione liturgica cade a 40 giorni di distanza dal Natale e chiude il periodo delle celebrazioni natalizie.

"La Madonna Candelora dell'inverno semo fora, 
ma se piove o tira vento dell'inverno semo dentro;
 sole o solicello quaranta dì d'invernicello. "

In pratica, considerandolo come un giorno di metà inverno, se ne facevano pronostici per indovinare come sarebbe stata la rimanente seconda parte, calda oppure fredda, piovosa e nevosa oppure mite e soleggiata. Se neve o pioggia dall'inverno siamo fuori... se invece c'è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno.

L'orso della Candelora
La Candelora in alcuni luoghi viene chiamata "Giorno dell'orso". In questo particolare giorno, l'orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla sua tana per vedere come e' il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori.
Un proverbio piemontese in questo senso recita: "se l'ouers fai secha soun ni, per caranto giouern a sort papì"
Ovvero, se l'orso fa asciugare il suo giaciglio (cosa che starebbe a indicare tempo bello per quel giorno) per quaranta giorni non esce più.
Un altro proverbio simile al primo, ma meridionale in questo caso, sostiene che se il 2 Febbraio il tempo è buono, l’orso ha la possibilità di farsi il pagliaio e quindi l’inverno continua.

In Romagna si dice:
 " Se piôv par Zariôla quaranta dè l'inveran in z'arnôva"
 "Se piove per la Candelora si rinnovano quaranta giorni d'inverno"

Altri detti :
Candelora (2 febbraio) in foglia, Pasqua in neve.
Candelora scura dell'inverno non si ha paura.
Candelora al solicello, siamo solo a mezzo inverno.
Se nevica per la Candelora, sette volte la neve svola.
Candelora, se tempesta se gragnola, dell'inverno semo fora.

Festa della Candelora nel mondo 

Chandeleur- Francia 

In Francia si usa tradizionalmente festeggiare questo periodo con la preparazione del dolce tipico della Chandeleur, ovvero le crépes (dolci o salate) , che pare siano state elette a dolce simbolo per la loro forma tonda che ricorda il disco solare, la "luce". In realtà questa giornata è ormai parte della tradizione popolare e la si trova anche slegata dalla festa religiosa, un pò come da noi in Italia il panettone lo mangiano anche coloro che non festeggiano il Natale inteso come festa religiosa.

La tradizione vuole che si preparino le crêpes, tenendo nella mano con cui si scrive una moneta e che si girino facendole saltare in padella con l’altra mano. Questa veniva poi arrotolata dentro alla crêpe e portata in processione da tutta la famiglia fino alla camera da letto dove veniva messa sopra un armadio fino all’anno seguente. Si recuperavano i resti della crêpe dell’anno precedente e si dava la moneta al primo povero che passava.Se tutti i riti venivano rispettati, la famiglia era sicura di avere soldi tutto l’anno e chi faceva saltare perfettamente la crêpe senza farla cadere e senza arrotolarla, si assicurava la felicità fino alla prossima Chandeleur.




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Groundhog Day - Stati Uniti e Canada 

Negli Stati Uniti e nel Canada il 2 febbraio festeggiano il Giorno della Marmotta (Groundhog Day)
Anche questa ricorrenza ha origine da credenze associate con la Festa della Luce (il Candlemas Day). La tradizione vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto; se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l’inverno continuerà per altre sei settimane.
La tradizione americana dice:
“If Candlemas Day is bright and clear, there’ll be two winters in the year”, cioè:
“Se alla festa della luce il cielo è limpido, ci saranno due inverni nell’anno”.


informazioni e foto prese da web
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rumeno/romana

Întâmpinarea Domnului este o sărbătoare crestină, ortodoxă si catolică ,care se sarbatoreste pe 2 februarie. Continutul sărbătorii se referă la prezentarea pruncului Isus în Templu

In Italia, in ziua de Întâmpinarea Domnului (Presentazione di Gesù) pe 2 februarie, corespunde cu sarbatoarea popular numita "Festa della Candelora" , menționată ca o zi de "punct de schimbare" a sezonului de iarnă.
In această zi se binecuvânteaza lumânări, un simbol al lui Hristos, " lumină pentru revelație a neamurilor". Această celebrare liturgică cade la 40 de zile distantă de la Crăciun si  încheie perioada de sărbători de Crăciun.
În practică, considerând-o ca o zi în mijlocul iernii, se fac previziuni cum va continua timpul pentru restul iernii. În cazul în care este zăpadă sau ploaie ...timp urat ,practic iarna este pe sfasite iar  în cazul în care este soare frumos sau soare palid, suntem inca în mijlocul iernii.

La festa della Candelora  în unele regiuni se numeste "Ziua ursului." În această zi deosebită, ursul s-ar trezi din hibernare si ar iesi afară din vizuină pentru a vedea cum este timpul, să evalueze dacă este oportun să iasa afară definitiv sau nu.

În Franța, exista tradiția populară numita "Chandeleur" .In aceasta perioada se pregatesc tot felul de crêpes (clatite dulci si sarate) .De ce crêpes ? Au fost alese ca simbol pentru forma lor rotundă, care aminteste de discul solar, asociat la "lumina".


În Statele Unite si Canada, tot pe 2 februarie se sarbatoreste "Groundhog Day"- Ziua Marmotei. Tradiția spune că în această zi ar trebui să se urmareasca refugiul marmotei. În cazul în care ea apare din vizuina iar vremea afara este urata , cu siguranta nu isi vede umbra ei , atunci iarna se va încheia în curând. In cazul în care ea iese afara din vizuina pentru că este o zi frumoasă cu soare , se poate speria vazand umbra ei...si asa se intoarce in vizuina iar iarnă va continua pentru încă sase săptămâni.

04 novembre 2015

Piada dei morti



In Romagna la Piada dei Morti inizia ad essere cucinata a metà ottobre e per tutto il mese di novembre.
E' un dolce semplice, un pandolce con uvetta e frutta secca, adatto ad essere gustato per colazione o dopo pasto con un buon bicchiere di vino.
Ha questo nome perché di solito si cucina nel periodo vicino alla Festa dei morti (2 novembre).
Esistono varie versioni, questa è la mia. La ricetta presa da qui ,è modificata.

Ingredienti:
200 g.di farina manitoba
80-100 g. di farina 00
1 uovo
60 gr. di zucchero
60 ml. latte intero
60 ml. olio di semi di girasole
20 g. di lievito di birra fresco
uvetta q.b.
1 bustina vanillina
1 pizzico di sale
glassatura 
1 uovo
noci, mandorle, pinoli ,uvetta

Procedimento:
Sciogliere il lievito di birra nel latte appena tiepido con un cucchiaio di zucchero. Aggiungere il resto dello zucchero, l'olio, un pizzico di sale, vanillina e la farina setacciata per ultima. Potete usare solo farina  00. Se vi piace più dolce aggiungete del'altro zucchero. Non mettere dall'inizio tutta la farina, ma poco alla volta.
A volte la farina (dipende quale tipo usate) assorbe di più e l'impasto finale esce troppo duro. Lavorare il composto fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico ...leggermente molle.
Mettere l'impasto a lievitare (coperto) in un luogo caldo per 2 ore circa. Impastare nuovamente, aggiungere l’uvetta. Mettere su teglia da forno con carta da forno volendo anche oleata. Schiacciare con le dita della mano fino ad ottenere dei dischi spessi di circa 2-3 cm.
Guarnire con noci,  mandorle, pinoli o uvetta.  Spennellare la superficie con l’altro uovo. Lasciare lievitare per massimo un oretta. Cuocere in forno già caldo, a 180° per 30-40 minuti. Fate prova stecchino.

Altre ricette dei dolci che si preparano per il periodo che precede la Commemorazione dei morti ; coliva ( dolce tipico della tradizione rumena) e fave dei morti.










03 aprile 2015

Pastiera salata - Tartă sărată pascală italiană




Quest'anno per la Pasqua ho preparato(oggi) la pastiera ...ma quella salata. La pastiera dolce lo fatta altre volte, ricetta qui  . Per la pastiera salata, ho trovato una ricetta in rete e lo cambiata a modo mio. Prima di lasciarvi alla ricetta, vi voglio fare i miei auguri per domenica. Spero che questo santo giorno porti pace e serenità  per tutti voi.Auguri di una Pasqua serena e piena di armonia .
                                                   





Pastiera salata 


Ingredienti: 
frolla salata 
300 g. di farina 00
130 g. di burro
1 uovo
un pizzico di sale
acqua fredda q.b.
 ripieno
250 g. di ricotta di pecora
250 g.di ricotta di mucca
100. g scamorza affumicata 
80 g. salamini (Beretta) o salame tipo Napoli
80 g.di formaggio Maasdammer
300 g. di grano per pastiera già cotto
50 g. grana (parmigiano,pecorino) grattugiato
2 uova

Procedimento:
Lavorate il burro con la farina, un pizzico di sale e l'uovo. Lavorate e aggiungere un po' di acqua fredda per compattare l'impasto. Risulterà un impasto abbastanza sodo non troppo elastico. Formate un panetto non molto alto ,avvolgete nella pellicola e mettete in frigo almeno 30 minuti. Scolate bene la ricotta ,se c'è bisogno. Tagliate la scamorza ,il formaggio Maasdammer e il salame a quadratini . In una ciotola mettete la ricotta, il grano cotto,i formaggi e il salame tagliati a cubetti .Aggiungete la grana grattugiata e le uova. Mescolate tutto bene e aggiustate di sale. Prendete la frolla lavoratela leggermente e stendetela con il mattarello. Tenete da parte un po' d'impasto per fare le strisce che si mettono sopra la pastiera. Io lo stessa direttamente su un foglio di carta da forno(dove ho segnato le dimensioni della teglia,inclusivo i bordi) .La sfoglia stessa sopra la carta da forno lo messa direttamente nella teglia tonda da 22 cm. o da 24 cm. se la volete più bassa. Farcite con il ripieno di ricotta ,grano ,formaggi e salame. Con la frolla avanzata, fate delle strisce e sovrapponetele facendo delle losanghe. Spennellate sopra con l'uovo . Cuocete in forno (già riscaldato) a 180° per circa 45-50 minuti..dipende dal vostro forno. Quando sopra diventerà dorata , allora è pronta.











Anul acesta pentru Paste (eu il sarbatoresc pe cel catolic) am facut aceasta tarta sarata pascala numita "pastiera"  ,tipica din sudul Italiei (reg. Campania) . Exista si versiunea dulce de la acest preparat traditional italian.  Daca va intereseaza reteta de la pastiera napoletana (dulce), o gasiti aici

Un gand bun tuturor, la multi ani de Florii ....si un  Paste fericit! 


Ingredienti:
aluat tarta sarat 
300 g. faina 00
130 g. unt
1 ou
un varf de sare
apa rece
umplutura 
250 g. di ricotta de oaie
250 g.di ricotta de vaca
100. g scamorza/cascaval afumat
80 g. salam mai uscat
80 g. branza Maasdammer
300 g. grau fiert
50 g. branza rasa grana (parmigiano, pecorino)
2 oua

Mod de preparare:
Faceti un aluat din unt ,faina si un varf de sare, adaugati apa cat este necesar sa se lege, nu mult. Rezulta un aluat nu prea elastic. Se pune aluatul la rece in frigider, minim 30 minute, acoperit cu o folie. Se scurge ricotta daca este nevoie. Se taie cascavalul ,branza Maasdammer si salamul in cuburi . Se amesteca intr-un castron ricotta , cuburile de branza si salam ,ouale si branza rasa. Daca este nevoie sarati putin. Se tine deoparte putin din aluat. Restul se intinde pe o planseta cu facaletul , pe o hartie de cuptor . Eu am facut semn pe foaie cat era de mare tava , inclusiv bordura. Se pune aluatul intins pe foaie direct in tava rotunda de diam. 22 cm sau 24. cm daca vreti sa iasa mai joasa tarta . Umpleti tarta cu umpluta de ricotta ,branza si salam . Se intinde bucatica de aluat tinuta deoparte , se taie in fasii ,se pune deasupra sub forma de grilaj. Se ung fasiile cu ou . Se coace in cuptorul incalzit la o temperatura de 180 ° circa 45- 50 minute. (depinde si de cuptorul vostru ) Cand devine aurie deasupra este gata. Se lasa sa se raceasca ,apoi se serveste.

30 ottobre 2014

Fave dei morti



In questo periodo si trovano nei negozi le fave dei morti . Le fave dei morti conosciute anche come "dolci dei morti" sono biscotti alle mandorle e variano dal croccante al morbido, realizzati nel periodo che va da ottobre a novembre, specialmente in occasione della Commemorazione dei Defunti , il 2 novembre.
L'origine è molto antica, erano dei doni dolcissimi che servivano a placare gli animi dei morti. Un modo di ricordare chi ci manca e non c'è più.
Questi dolci sono presenti, con poche varianti, quasi ovunque nella penisola italiana ( Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli, Marche, Umbria, Lazio) .A Trieste vengono prodotte le favette dei morti, leggermente più piccole delle fave e colorate in tre colori: bianche (naturali), rosa (con alchermes o colorante roso ) o marroni (con cacao).
Ricetta presa da qui , leggermente modificata. Per chi domani festeggia Halloween ,vi lascio due ricette: dita di stregadolcetti ragno.



Fave dei morti 
Ingredienti:
-150 g.di mandorle pelate 
-100 g. di zucchero a velo
-1 albume
-2 cucchiai di farina
-estratto o aroma di mandorla ,vaniglia...

In una ciotola mescolate bene le mandorle tritate molto fine con lo zucchero a velo. Aggiungete l'albume e un po' di estratto di mandorle (io vaniglia) e impastare bene, fino che diventa un composto omogeneo.
Si formano dei piccoli cilindretti (vedi foto) che si schiacciano leggermente con le dita ,per dare la forma delle fave. Cuocete a 150 °( forno già riscaldato) circa 15-20 minuti.









In anumite regiuni din Italia ,in luna noiembrie si chiar o parte din octombrie se gasesc in magazine aceste fursecuri (biscuiti) cu numele de "fave dei morti" ; traducerea : fave = bobi (leguma) ...deci bobi de morti .
 Se mai cunosc si sub numele de "dulce al mortilor". Se prepara si in casa in special cu ocazia zilei comemorării mortilor din 2 noiembrie. Reteta lor de baza este cu migdale maruntite, zahar, ou (sau doar albus), arome, eventual si faina, unt...etc Forma lor este putin ovala sau rotunda. Aceste fursecuri au mici variatii, aproape peste tot in peninsula italiană. In anumite regiuni se fac si colorate. Adaugand cacao in compozitie ies de culoare maronie sau o picatura de colorant alimentar rosu ies de culoare roz. Pot fi ca textura moi sau mai crocante, depinde de reteta. Originea este foarte veche, erau considerate daruri dulci pentru sufletele mortilor. O modalitate placuta de a ne aminti de cine numai este printre noi . Acestea facute de mine au iesit mai crocante. Va pot spune ca se aseamana destul de mult la gust cu pricomigdalele.


Fave dei morti
ingrediente:

150 gr migdale dulci fara pielita
100 g. zahar pudra
1 albus
2 linguri de faina
aroma de migdale sau vanilie

Se macina bine migdalele in blender. Se amesteca intr-un bol faina de migdale, faina si zaharul .Se adauga albusul asa cum este fara sa fie batut si aroma .Se amesteca bine cu o lingura apoi cu mana se lucreaza, pana devine un aluat compact, omogen. La nevoie se pune o picatura de lapte. Se pune pe planseta si din aluat se face un rulou potrivit de mare care se taie in bucatele, in cilindri. Se ia o bucata si se impinge usor cu degetele pe ea (vezi poza) ..asa se turtesc nitel, dand forma asemantoare de bob. Sau puteti face din aluat o bila cat o nuca ceva mai mare apoi o turtiti usor. Se coc in cuptorul deja incalzit la o temperatura de 150° ,circa 15-20 minute. Mi-au iesit 17 bucati.